Coltivare l’ Angelica

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Coltivare l’ Angelica

Famiglia: Apiaceae   Specie: Angelica archangelica

L’angelica è una pianta erbacea dai molti appellativi, come  Erba degli Angeli, Imperatoria, o Radice dello Spirito Santo, originaria dell’Europa settentrionale e dell’Asia. L’angelica è stata coltivata da secoli per le sue innumerevoli virtù che la rendevano sacra e simbolo di guarigione da tutti i mali: secondo la tradizione, essa fu portata al mondo per guarire gli essere umani proprio dall’Arcangelo Raffaele, angelo protettore dei medici e dei farmacisti. I suoi caratteristici fiori chiari disposti ad ombrello la rendono una perfetta pianta ornamentale per decorare deliziosamente balconi, nell’orto in vaso, e giardini biologici, coltivati naturalmente con humus di lombrico. Sempre secondo antichi, l’angelica era una pianta “divina” per eccellenza, in grado si difendere l’essere umano dalla peste, molto efficace nella cura dei disturbi femminili, donando fertilità alle donne, ma anche maschili, come rimedio per l’impotenza. In generale la pianta di angelica era garanzia di longevità in chi ne faceva uso. Esistono più di trenta specie di questa pianta, tra cui la più utilizzata anche in ambienti erboristici è l’Angelica archangelica. In cucina l’angelica coltivata trova la sua applicazione pratica nella preparazione del gin e di aperitivi, nella preparazione di dolci, mousse  e gelati. Le foglie fresche sono un ottimo aromatizzante di formaggi molli, piatti di pesce, carne e frutta cotta. Il suo uso come erba medicinale è indicato in diverse patologie: l’angelica naturale, coltivata con humus di lombrico,  è un efficace rinvigorente, disintossicante di fegato e cistifellea, tonico, immunostimolante dell’organismo. L’angelica guarisce dalle indisposizioni a livello gastrico,  dall’inappetenza e dall’anoressia, è utilizzata con successo per curare gli spasmi intestinali e la sindrome del colon irritabile, ha un’azione digestiva e sedativa, ha proprietà  carminative,  cioè di agevolare  l’espulsione dei gas intestinali, ristabilendo da malesseri come aerofagia e meteorismo. L’angelica è un potente antinfiammatorio, decongestionante  ed espettorante, indicata nei casi di catarro bronchiale, ed è anche un ottimo trattamento per prevenzione e cura dei sintomi allergici. Ha proprietà miorilassante e la sua azione analgesica è risultata quasi due volte superiore a quella dell’aspirina: per questo l’angelica è un efficacissimo calmante per il mal di testa ed i dolori mestruali, un rimedio contro i disturbi di menopausa e di infezioni come la candida. Occorre dosare attentamente l’angelica per non incorrere in problematiche legate alla sua tossicità ad alte dosi; bisogna, inoltre, evitare l’uso in caso di esposizione eccessiva alla luce solare. L’angelica non richiede particolari cure per la sua coltivazione nel proprio orto in vaso o giardino, cresce perfettamente con l’humus di lombrico ed è una pianta tollerante per le basse temperature e gli inverni rigidi:

  • Per la coltivazione in vaso, munirsi di un contenitore ampio;
  • Procurarsi della semplice terra di campo, solamente arricchita con concime naturale, come humus di lombrico;
  • Mescolare la terra con humus, nella misura 70-80 % di terra e 20-30% di humus, in modo da procurare tutti gli elementi nutritivi necessari alla pianta, secondo i principi base della coltivazione in vaso;
  • In giardino, effettuare dei solchi poco profondi di circa 5cm distanziandoli di almeno 70 cm, e interrare 3 semi per buca. Sulla fila basta mantenere dai 20 ai 40 cm. In vaso piantare 3 semi. Dopo la crescita, diradare le piantine più piccole (che possono essere reimpiantate altrove) mantenendo quelle più vigorose;
  • Posizionare la pianta in un luogo semiombreggiato;
  • L’angelica ama l’umidità, innaffiare senza esagerare.

Prima che i fiori giungano a maturazione, si possono raccogliere le foglie. Dopo la fioritura, i semi cadono sulla terra, autofecondando nuove piante.

 

Se si vuole, successivamente utilizzare lo stesso vaso, si consiglia di coltivare un altro tipo di pianta, aggiungendo solo un 10% di concime naturale

Valentina Marra

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