Coltivare la Ruta

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Coltivare la Ruta

Famiglia: Rutaceae
Specie: Ruta graveolens

La ruta coltivata è un grazioso esemplare di arbusto perenne con tenui fiori gialli che cresce in modo naturale in quasi tutta Italia: questa pianta è molto diffusa e semplice da coltivare con l’humus di lombrico negli orti in vaso e nei giardini, non solo per la sua utilità pratica ma anche come pianta ornamentale, per la delicata bellezza dei suoi cespugli. La sua storia è testimoniata dai popoli dell’antichità che tanto amavano studiare le piante intorno a loro per svelare al mondo intero le loro preziose proprietà benefiche: la Ruta graveolens era soprattutto impiegata in caso di dolori reumatici, mal di testa, nelle infiammazioni agli occhi, disturbi digestivi, distorsioni e crampi. I Romani utilizzavano il vino aromatizzato con ruta per inebriarsi maggiormente. Nell’antica Grecia è stata utilizzata come rimedio fitoterapico per rafforzare gli occhi indeboliti (sembra che anche Leonardo da Vinci qualche secolo dopo la utilizzasse come uno stimolante della vista), per i disturbi mestruali e per indurre l’aborto (seppur con conseguenze abbastanza gravi anche per la gestante).  La ruta infatti, anche se così utile a piccole quantità, è assai tossica per l’organismo umano ad alte dosi e andrebbe utilizzata con le dovute conoscenze. La ruta coltivata era considerata anche un’erba “magica”,  utile per allontanare angosce e paure: per questo motivo, veniva coltivata in giardino per proteggere la propria casa oppure si usava portare con sé alcuni rametti per affrontare le prove di coraggio.  Ancora oggi, la scienza attribuisce alla ruta coltivata queste particolari proprietà. In cucina i fiori di ruta sono molto utilizzati nella preparazioni di liquori e della famosa grappa, a cui conferisce le sue proprietà digestive, per aromatizzare olio, aceto, nelle insalate e nei piatti di carne e pesce. La  ruta in medicina è somministrata per uso esterno per i dolori articolari, nevralgie, crampi, mal d’orecchi e di denti. Ha proprietà digestive, combatte le fermentazioni intestinali e l’aria nella pancia. Viene usata contro i sintomi di affaticamento, rigidità lombare, sciatica e  debolezza agli arti inferiori. Ristabilisce la vista annebbiata da sforzo, in quanto aumenta la resistenza dei capillari sanguigni degli occhi: dalla ruta coltivata, infatti, si estrae la rutina, flavonoide impiegato nelle composizioni farmaceutiche per la prevenzione e la cura dei capillari fragili. La pianta di ruta è anche un rimedio omeopatico indicato per individui ansiosi, inclini al pianto e a scoraggiarsi facilmente. Le furocumarine e le rutarine presenti nella ruta tengono lontane zanzare, topi e serpenti ma sono anche la causa della sua tossicità nell’uomo ad alte dosi anche nell’uso esterno e, si ribadisce, è da utilizzare sapientemente per poter godere al massimo dei suoi benefici. La ruta è molo semplice da coltivare con l’humus di lombrico nel proprio orto in vaso o giardino,  in quanto specie molto adattabile e in grado di resistere anche ad inverni piuttosto rigidi, con temperature di poco inferiori allo zero:

  • Per la coltivazione in vaso, munirsi di un contenitore di minimo 24 cm di diametro;
  • Procurarsi della semplice terra di campo, solamente arricchita con concime naturale, come humus di lombrico;
  • Mescolare la terra con humus, nella misura 70-80 % di terra e 20-30% di humus, in modo da procurare tutti gli elementi nutritivi necessari alla pianta, secondo i principi base della coltivazione in vaso;
  • Si può riprodurre per  talea, con i rametti semilegnosi, per divisione dei cespi e per seme. Interrare i semi in orto a 50 cm tra le fila e a circa 30 cm tra di loro;
  • Posizionare la pianta in un luogo soleggiato e luminoso;
  • Predilige terreni asciutti, innaffiare poco le piante di ruta coltivata, aumentando le erogazioni solo in caso di siccità duratura;
  • diradare le infiorescenze in modo da favorire una maggior produzione di foglie.

 

Se si vuole, successivamente utilizzare lo stesso vaso, si consiglia di coltivare un altro tipo di pianta, aggiungendo solo un 10% di concime naturale

 

Valentina Marra

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