Coltivare l’Amaranto

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Coltivare l’Amaranto

Famiglia: Amaranthaceae
Specie: Amaranthus   

L’amaranto è una stupenda pianta considerata fra le più antiche specie coltivate dall’uomo: la sua origine risale a 5000 anni prima di Cristo nell’estese pianure dell’America Centrale e Meridionale, per millenni mezzo di sostentamento quotidiano dei popoli nativi. La parola “amaranto” nella tradizione popolare è associata al concetto di “allegria” e nella sua derivazione greca (ἀμάραντος “che non appassisce, che non muore”) esprime in pieno tutta la potenza e il vigore di questa pianta. Non a caso nel 2004 negli Stati Uniti un agricoltore notò che alcuni germogli di amaranto resistevano al potente erbicida Roundup: le piante avevano infestato i campi di soia transgenica della multinazionale Monsanto. La bellezza della pianta di amaranto, che per gli antichi Greci era simbolo di amicizia eterna e di buona sorte, si esprime nelle grandi foglie lussureggianti sulle quali spiccano fiori della tonalità di rosso intenso: l’amaranto è anche una spettacolare pianta ornamentale piuttosto diffusa anche se poco conosciuta come alimento, che cattura lo sguardo su balconi, giardini e orti in vaso, restituendo luminosità ed armonia agi occhi. Attualmente, ci sono circa sessanta specie di questa pianta ma solo tre di più ampio utilizzo, cioè l’Amaranto hypochondriacus, l’Amaranto cruentus e l’Amaranto caudatus. La pianta di amaranto cresce al meglio nel proprio orto in vaso o giardino biologico utilizzando il solo humus di lombrico, per ottenere un alimento naturale con cui preparare i piatti più originali: dalla coltivazione dell’amaranto è possibile ricavare, oltre alle foglie dal sapore simile a quello degli spinaci, i semi sotto forma di chicchi commestibili racchiusi all’interno, tanto da far sembrare la pianta un cereale anche se in realtà non lo è: da qui la definizione di pseudo-cereale per quello che viene considerato come un “super-alimento”, da tempo osservato come potenziale cibo del futuro, malgrado siano veramente in pochi a conoscerlo, pur avendolo costantemente sotto gli occhi. Privo di glutine e quindi adatto alla dieta del celiaco, la singolarità dell’amaranto sta nell’elevato contenuto di proteine complete ad alto valore biologico: cosa insolita per un alimento di origine vegetale, il cui profilo nutrizionale si avvicina di molto a quello di alimenti di origine animale. È  un alimento altamente digeribile  anche se nutriente, adatto anche ai bambini: contiene molto ferro, calcio per tre volte superiore agli altri cereali, vitamine e il suo uso regolare agevola le funzioni dell’intestino, sostiene l’attività del colon e rinvigorisce il sistema immunitario. L’amaranto coltivato contiene un composto chiamato lunasin che è un antitumorale, usato per curare infiammazioni in generale, malattie cardiovascolari e diabete, mentre altre sostanze ritrovate al suo interno, i  fitosteroli, hanno proprietà anti-colesterolo. Di seguito, tutti i passaggi per ottenere con l’humus di lombrico delle floride e sensuali piante di amaranto coltivato nel proprio orto in vaso o giardino domestico, tenendo presente che la pianta, considerata erba infestante, è molto resistente e preferisce indicativamente temperature miti o calde per il proprio sviluppo:

  • Per la coltivazione in vaso, munirsi di un contenitore abbastanza ampio;
  • Procurarsi della semplice terra di campo, solamente arricchita con concime naturale, come humus di lombrico;
  • Mescolare la terra con humus, nella misura 70-80 % di terra e 20-30% di humus, in modo da procurare tutti gli elementi nutritivi necessari alla pianta, secondo i principi base della coltivazione in vaso;
  • Interrare 2-3 semi di amaranto a circa 1 cm di profondità e a 20 cm tra una buca e l’altra;
  • Esporre la pianta al sole e al riparo dal vento;
  • L’amaranto resiste bene alla siccità. Irrigare una sola volta a settimana nei periodi caldi;.
  • Diradare le piantine quando spuntano le prime foglie, conservando le più vigorose.

 

Se si vuole, successivamente utilizzare lo stesso vaso, si consiglia di coltivare un altro tipo di pianta, aggiungendo solo un 10% di concime naturale

Valentina Marra

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